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UE approva il meccanismo “Stop-the-clock” per velocizzare le autorizzazioni ambientali

UE approva il rinvio “Stop-the-Clock” per obblighi di rendicontazione di sostenibilità e due diligence aziendale

I Paesi dell’Unione Europea hanno dato il via libera definitivo alla direttiva “Stop-the-Clock”, parte del pacchetto di semplificazioni Omnibus I, che posticipa le scadenze per l’applicazione degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità (CSRD) e della due diligence aziendale (CSDDD).

Questa misura è stata approvata dal Consiglio UE il 26 marzo 2025 e successivamente confermata dal Parlamento europeo con ampio consenso (531 voti favorevoli, 69 contrari e 17 astensioni), segnando un passo importante per le imprese europee nel percorso di adeguamento agli standard ESG (Environmental, Social, Governance).


Rinvio del reporting di sostenibilità per le imprese UE

La direttiva rinvia di due anni l’applicazione della reportistica di sostenibilità CSRD per il secondo e terzo gruppo di operatori economici.

  • Le grandi aziende UE con più di 250 dipendenti dovranno iniziare a pubblicare le proprie informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) a partire dal 2028.

  • Le PMI quotate in borsa avranno tempo un anno in più per adeguarsi agli obblighi di rendicontazione.

Questo rinvio offre più tempo alle aziende per raccogliere dati affidabili, integrare sistemi di gestione della sostenibilità e garantire trasparenza nei loro bilanci ESG.


Slittamento degli obblighi di due diligence aziendale (CSDDD)

La direttiva rinvia anche l’entrata in vigore della due diligence aziendale prevista dalla CSDDD, che regola la responsabilità delle imprese rispetto ai diritti umani e all’impatto ambientale nella catena di approvvigionamento:

  • Gli Stati membri UE dovranno recepire la direttiva entro il 26 luglio 2027.

  • Le grandi imprese europee con oltre 5.000 dipendenti e fatturato superiore a 1,5 miliardi di euro, insieme alle imprese extra-UE che operano nell’UE sopra questa soglia, applicheranno le nuove regole a partire dal 2028.

Il rinvio mira a garantire un’implementazione efficace, evitando errori e fornendo tempo sufficiente per adattare i sistemi interni di monitoraggio e reporting.


Obiettivo del rinvio “Stop-the-Clock”

Secondo il Consiglio europeo, il rinvio serve a:

  • Consentire ai legislatori di concordare eventuali modifiche sostanziali alle direttive CSRD e CSDDD.

  • Garantire che le aziende abbiano il tempo necessario per integrare i dati di sostenibilità e le misure di due diligence nella gestione aziendale.

  • Supportare l’attuazione coerente del pacchetto Omnibus I sulla sostenibilità aziendale nell’UE.


Tempistiche e prossimi passaggi legislativi

La direttiva Stop-the-Clock sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore il giorno successivo. Gli Stati membri dovranno recepirla nella normativa nazionale entro il 31 dicembre 2025.


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