Spedizioni di rifiuti UE: novità del Regolamento 2024/1157 e controllo delle esportazioni illegali
Il 30 aprile 2025 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento UE 2024/1157 sulle spedizioni di rifiuti, che aggiorna le regole precedenti in linea con il Green Deal europeo e gli obiettivi di economia circolare. La nuova normativa introduce procedure più rigide per migliorare la tracciabilità dei rifiuti, prevenire le spedizioni illegali intra ed extra UE e promuovere il riciclo e il riutilizzo dei materiali all’interno dell’Unione.
L’obiettivo principale del regolamento è proteggere l’ambiente e la salute pubblica, contribuire alla neutralità climatica e favorire un’economia circolare con inquinamento zero, limitando l’impatto delle spedizioni di rifiuti e del loro trattamento nei Paesi di destinazione.
Divieto generale per i rifiuti destinati allo smaltimento: come funziona
L’articolo 4 introduce un divieto generale di spedizione per i rifiuti destinati allo smaltimento, ma il divieto non è assoluto. Le principali caratteristiche sono:
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Autorizzazioni preventive: Le spedizioni verso impianti di smaltimento, sia all’interno dell’UE che verso Paesi extra UE, sono vietate salvo autorizzazione preventiva scritta rilasciata dalle autorità competenti secondo l’articolo 11.
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Rifiuti della “lista verde”: I rifiuti destinati a operazioni di recupero e riciclo possono continuare a essere spediti tramite procedure semplificate, garantendo sempre la tracciabilità e la conformità ambientale.
In pratica, il regolamento non blocca tutte le spedizioni, ma assicura che ogni trasporto di rifiuti destinati allo smaltimento sia monitorato, autorizzato e conforme, riducendo il rischio di traffico illecito e danni ambientali.
Esportazioni verso Paesi non OCSE
Le spedizioni verso Paesi non OCSE sono soggette a regole più severe:
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È vietata la spedizione di rifiuti destinati allo smaltimento e dei rifiuti pericolosi destinati al recupero, così come di alcune categorie della lista verde, salvo condizioni specifiche.
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I Paesi non OCSE che vogliono importare rifiuti dall’UE devono notificare la loro disponibilità alla Commissione Europea e dimostrare la capacità di gestire i rifiuti in modo ecologicamente corretto.
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La Commissione Europea pubblicherà un elenco dei Paesi non OCSE autorizzati a ricevere i rifiuti dalla UE.
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Gli esportatori UE devono garantire che i rifiuti siano gestiti correttamente nell’impianto destinatario, con controlli tramite audit indipendenti.
Rafforzamento del contrasto alle spedizioni illegali
Il regolamento mira anche a contrastare le spedizioni illegali di rifiuti rafforzando la collaborazione tra:
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Autorità ambientali
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Dogane
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Forze dell’ordine
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Enti ispettivi nazionali
Inoltre, l’ufficio antifrode OLAF della Commissione Europea potrà supportare le indagini transnazionali sul traffico illecito di rifiuti.
Tempistiche e implementazione del Regolamento
Il Regolamento UE 2024/1157 è entrato in vigore il 20 maggio 2025, ma prevede diverse fasi di applicazione:
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21 febbraio 2025: i Paesi non OCSE devono inviare le richieste per continuare a ricevere rifiuti dall’UE.
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21 maggio 2026: le procedure di autorizzazione e notifica passano dal cartaceo al digitale tramite la piattaforma centralizzata europea.
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Novembre 2026: divieto di esportazione verso Paesi non OCSE di rifiuti in plastica.
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Maggio 2027: divieto di spedizione verso Paesi non OCSE non inclusi nell’elenco autorizzato.
Volumi e tipologie dei rifiuti esportati
Nel 2023, le esportazioni di rifiuti UE verso Paesi extra UE hanno raggiunto 35,1 milioni di tonnellate per un valore di 18,5 miliardi di euro. Le importazioni ammontano a 17 milioni di tonnellate per 15,7 miliardi di euro.
I principali Paesi destinatari:
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Turchia: 12 milioni di tonnellate
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India: 5,3 milioni di tonnellate
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Egitto: 1,7 milioni di tonnellate
I principali materiali esportati includono:
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Acciaio e ferro: 18,9 milioni di tonnellate
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Carta e cartone: 7 milioni di tonnellate
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Plastica, tessili, rame, alluminio e nickel
L’entrata in vigore del Regolamento UE 2024/1157 segna una nuova era di tracciabilità, digitalizzazione e controllo delle spedizioni di rifiuti, con l’obiettivo di rafforzare la protezione ambientale, prevenire le esportazioni illegali e promuovere la circular economy in Europa.
